A volte “le offese bloccano la fantasia” sostiene acutamente la nostra autrice. Ma poi l’energia creativa è più forte, la vita che scorre rompe gli argini offensivi e torna a circolare impetuosa. L’arte consente a Tracy Maggie di veicolare l’emotività, di razionalizzare gli attimi di vita dandogli espressione, evitando che essi si crogiolino solitari nell’inconscio deprivando corpo e animo di quella tensione desiderante, pulsione vitale necessaria. Una tensione che anela ad una condivisione totale, quasi simbiotica con il mondo. Non ci sono argini, il bisogno è quello di comunicare in modo immediato e assoluto ogni piccolo moto interiore, ogni “battito del cuore” perché la condivisione rappresenta per Tracy Maggie uno dei maggiori valori della vita: è amore. La fusione nega la solitudine, la vertigine del vuoto. Questa pulsione così forte vibra nei versi delle opere dell’autrice come un’esigenza direttamente proporzionale per intensità ad una sofferenza acutissima che la nostra autrice ha vissuto e che sa che non potrà mai dimenticare, ma solo accettare così per come è: dolorosa. Ma la speranza di una vita meravigliosa nonostante tutto non muore mai, non arresta il coraggio di una donna che sa amare, conscia delle sue ferite coraggiosamente avanza, ogni giorno, ogni ora, dall’alba al tramonto perché la vita può stupirti sempre e regalarti amore in piccoli attimi di luce. Dopo ogni declinare vi è sempre un nuovo inizio carico di potenzialità, basta saperle cogliere nel loro mostrarsi timido, fare bagaglio delle proprie esperienze dolorose e guardare l’orizzonte con forza e determinazione, senza alcun dubbio che offusca e “disturba” l’espandersi della luce, perché, ci insegna Tracy Maggie, non dobbiamo temere un oblio irreversibile, nelle stelle c’è sempre “la vita dell’alba a venire”.